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Le 4 tappe del Sussidio Zawadi per l'Estate Ragazzi 2014

Quest'estate insieme a Babù e agli altri amici del sussidio Zawadi. I sentero del Fuoco il Grest Estate Ragazzi si trasformerà in una vera opportunità educativa!

L’Africa con la bellezza dei suoi paesaggi e dei suoi abitanti, costituisce la cornice narrativa, cioè l'ambientazione del progetto Zawadi.

In particolare, la storia è collocata nell’Africa continentale, in un tempo indefinito. E i vari episodi sono articolati attorno a 4 aspetti ideali che rappresentano l'itinerario di crescita di un ragazzo e di una ragazza africani.

1. Ciò di cui un bambino fa esperienza in Africa è innanzitutto il villaggio, luogo che accoglie e fa crescere i nuovi nati, ambiente in cui si apprendono gesti, emozioni, linguaggio, tradizioni, ecc.

2. Il villaggio si trova a sua volta immerso in una natura bellissima e misteriosa, di cui gli abitanti del villaggio si sentono parte. Vegetazione e animali chiedono rispetto e cura e sono essenziali per la sopravvivenza del villaggio stesso.

3. I giovani che crescono, per contribuire alla vita del villaggio devono apprendere bene e in fretta moltissimi tipi di linguaggio: imparare e decodificare e a fare uso fare uso dei segni (suoni, odori, colori, simboli, parole) diventa fondamentale per la sopravvivenza e permette di entrare in relazione con la natura e le persone.

4. Chi diventa esperto dei segni, a poco a poco diventa grande, adulto. Ciò è evidenziato da prove e riti di passaggio che attestano ai singoli giovani e a tutti gli abitanti del villaggio la presa di possesso di abilità fondamentali. Impegno, rischio, spirito di iniziativa e di servizio sono alcuni ingredienti fondamentali affinché i giovani crescano e mettano a frutto la loro libertà.

Le 4 tappe declinano il tema del dono secondo le seguenti modalità:

1. Il villaggio/comunità si regge su di “una logica di dono” e non solo "economica". Si nasce e si cresce in un contesto in cui le persone si aiutano a vicenda e i nuovi nati vengono accolti e cresciuti con amorevolezza. Tutti nel villaggio imparano il valore dell'appartenenza ad un gruppo e il sentimento di gratitudine reciproca.

(Finalità: Aprire gli occhi sulla capacità di dono dei singoli e della comunità)

2. È la natura che circonda il villaggio/comunità a consentire la vita degli uomini. Essa stupisce per la sua bellezza e per la ricchezza di forme di vita e di frutti che fa crescere. E’ un mistero da conoscere, rispettare e custodire: un dono bellissimo che fa stare bene e suscita meraviglia e impegno.

(Finalità: Riconoscere la natura come un dono e prenderesene cura)

3. Per sopravvivere, nella foresta come nella vita, le persone devono diventare esperti di… segni. Essi possono essere espressione della natura (le nubi, il tuono) oppure prodotti dall’uomo stesso (le stesse parole sono dei segni particolari). I segni mettono in moto una straordinaria dinamica di dono, indispensabile per conoscere gli altri e il mondo, ma anche per inventare nuove modalità con cui esprimere la ricchezza che ciascuno si porta dentro. Nasce insomma la cultura umana, un sorprendente insieme di segni/doni di cui ognuno è sia destinatario che creatore.

(Finalità: Interpretare gli eventi, se stessi e gli altri come un dono)

4. Le tappe precedenti abilitano ad una sempre maggiore responsabilità e ad una capacità di dono sempre più grande, tanto più autentica quanto più è gratuita. La vita di ciascuno è ritmata da momenti speciali in cui è possibile prendere atto di un passo in avanti compiuto, di una nuova maturità raggiunta. Si tratta dei vari riti di passaggio e di festa che introducono ad una sempre nuova consapevolezza di sé e del mondo, pronti ad assumere nuovi impegni. I doni “materiali” che vengono scambiati rappresentano doni ben più preziosi, quelli “interiori” e “spirituali” di cui ogni ragazzo può diventare consapevole grazie a questi momenti belli e speciali.

(Finalità: Celebrare le tappe significative del proprio percorso di crescita)

 
Lunedì 10 Dicembre 2018
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