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Sussidio estivo Wunder - estate ragazzi grest 2019

Quando il sogno diventa realizzazione piena dell'umano

Young Dreamers
Quando il Sogno diventa Realizzazione Piena dell'Umano

È possibile sognare ancora? I giovani sanno sognare? La nostra società sa sognare?

È questa la domanda che ci siamo fatti durante una della nostre riunioni, una domanda che ci ha aperto un mondo sul quale guardare, e sul quale in qualche modo cercare una risposta alle domande che ci si ponevano innanzi.

Il mondo giovanile contemporaneo è pervaso da "Passioni Tristi", così definite da Spinoza, un velo di tristezza che offusca l'incedere delle giovani generazioni nella loro vita. È l'impotenza che guida le scelte, perché i valori sono tramontati, e la mancanza di nuovi valori fondanti la vita degli uomini tarda a comparire all'orizzonte.

Il mondo della comunicazione non aiuta, il suo incedere nella vita dei giovani è ormai senza alcun freno. L'individuo deve diventare il più velocemente possibile "consumatore attivo", i desideri devono essere orientati al consumo attivo della "merce".

Le società occidentali sono diventate espertissime nel saper trattare il desiderio, nel canalizzarlo, nel guidarlo verso il consumo continuo di prodotti e servizi "nuovi".

Questa "fame cieca" di nuovi consumatori ha iniziato in un primo momento a invadere il mondo giovanile per poi invadere negli ultimi tempi il mondo dei piccoli e dell'infanzia.

L'obiettivo imperante delle grandi aziende e delle agenzie comunicative è quello di colpire i portafogli dei genitori attraverso le richieste dei loro figli.

Se fino ad oggi gli slogan erano "Adolescenza rubata" oggi dovremmo spostare il termine di analisi all'infanzia. Bambini depredati dei loro sogni per aderire a un sogno "collettivo"; ma di collettività poco si tratta, piuttosto parliamo di regole di mercato, di leggi economiche che sembrano non essere dominate da nessuno, ma che inesorabili ti guidano e ti portano per mano verso il loro obiettivo.

Le società evolute ci chiedono e chiedono ai nostri figli  di "barattare" il sogno della propria vita ancora prima di scoprirlo, in cambio di un "sogno liquido", un sogno i cui contorni sono labili come labili sono le mode del momento.

Non stiamo parlando di sogni onirici, spero sia chiaro, ma di sogni come epifania del proprio destino, della propria vocazione, sogni che sanno essere misura del proprio progetto di vita.


Il desiderio è strettamente collegato con la capacità di saper sognare.

L'etimologia della parola desiderio (de-sidero) rimanda al "De Bello Gallico": i desiderantes erano soldati che stavano sotto le stelle ad aspettare quelli che dopo aver combattuto durante il giorno, non erano ancora tornati. Da qui il significato del verbo: stare sotto le stelle.

Uno stare sotto la luce, in attesa che si dischiuda la promessa dell'arrivo dei compagni attesi.

È l'attesa, la promessa che è custodita dentro al sogno.

L'attesa è la distanza che separa il sogno dalla sua piena realizzazione e l'attesa della realizzazione della promessa alimenta e sostiene il "desiderio".

Non è forse nel desiderare fortemente la realizzazione piena della nostra umanità che si può compiere in noi la vera promessa? Per noi cristiani il senso pieno della nostra umanità è l'orientare la nostra libertà nell'aderire al sogno che Dio ha per noi.

Ma allora nel sogno come epifania della nostra vita, si nasconde quel progetto che Dio ci propone e che ci chiede di seguirlo desiderando la pienezza della nostra felicità, che si compie dando forma alla propria vocazione, imparando a vedere la presenza di Dio nella quotidianità della vita.

Ne scaturisce che il sogno è più grande della dimensione materiale alla quale siamo abituati, è uno sguardo che punta in alto, che vuole scorgere le verità profonde che sono per noi e per la nostra vita; significa rinnovare continuamente ciò che siamo alla luce del cammmino di fede che ci viene proposto dentro le strade della nostra vita.

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Quando il Sogno Educa alla Vita

Young Dreamers
Quando il Sogno Educa alla Vita

Tra i più famosi sogni di Don Bosco troviamo il “Sogno dei nove anni” che lui stesso racconta nelle Memorie dell’Oratorio (MO) di S. Francesco di Sales dal 1815 al 1855.    

Le MO sono uno degli scritti più importanti di Don Bosco di indole autobiografica. Esse sono indirizzate ai suoi «carissimi figli Salesiani»  con una specifica motivazione:
-    “servirà di norma a superare le difficoltà future, prendendo lezione dal passato”;
-    “servirà a far conoscere come Dio abbia egli stesso guidato ogni cosa in ogni tempo”;
-    “servirà ai miei figli di ameno trattenimento, quando potranno leggere le cose cui prese parte il loro padre, e le leggeranno assai più volentieri quando, chiamato da Dio a rendere conto delle mie azioni, non sarò più tra loro” .  

Don Aldo Giraudo sostiene che nelle MO, Don Bosco, mentre attua una rilettura dell’itinerario formativo personale, fa emergere i suoi quadri mentali, i tratti spirituali del suo mondo interiore, il suo modello di educatore e pastore, lo stile e le attività più originali e qualificanti del suo Oratorio.

Don Bosco stesso dice nelle MO che:
«Io ho sempre taciuto ogni cosa; i miei parenti non ne fecero caso. Ma quando, nel 1858, andai a Roma per trattar col Papa della congregazione salesiana, egli / si fece minutamente raccontare tutte le cose che avessero anche solo apparenza di soprannaturali. Raccontai allora per la prima volta il sogno fatto in età di nove in dieci anni. Il Papa mi comandò di scriverlo nel suo senso letterale, minuto e lasciarlo per incoraggiamento ai figli della congregazione, che formava lo scopo di quella gita a Roma.»

È interessante che alla sollecitazione del Papa di raccontare qualsiasi cosa di apparenza soprannaturale che avesse avuto un influsso sulla sua missione, Don Bosco narra questo sogno per la prima volta.  Non è impossibile pensare che pur non avendone parlato, esso è rimasto profondamente impresso nel suo cuore.  Nel raccontare questo sogno a distanza di più di trenta anni, Don Bosco lo carica di nuovi significati. In forma narrativa, egli presenta la traccia dell’identità oratoriana, cuore della missione salesiana.

Cerco di condividere con voi alcune riflessioni di tipo educativo su questo sogno.  

Esperienze che segnano la nostra vita
Don Bosco iniziò il racconto con questa espressione «ho fatto un sogno, che mi rimase profondamente impresso nella mente per tutta la vita».  Noi crediamo che Dio ci parla, ci manifesta la sua presenza e il suo amore nella vita quotidiana ordinaria.  Comunque riconosciamo che ci sono esperienze che segnano la nostra vita, non tanto per la loro straordinarietà ma per il fatto che riusciamo a dar loro significati profondi e nuovi.  Ed è per questo che è necessario non essere semplicemente consumatori di esperienze.
Cosa vuol dire fare esperienza? «Fare esperienza significa mettere in atto un processo di unificazione tra i vari dinamismi della persona: cognitivi, emotivi, operativi, sociali, motivazionali, per giungere a scegliere il bene e il vero con la totalità del proprio essere» .
Fare esperienza vuol dire riflettere sulle vicende della nostra vita per vedere la coerenza tra ciò che crediamo e ciò che realizziamo, per verificare le convinzioni che fondano la nostra esistenza, per leggere il messaggio dietro gli avvenimenti, per scoprire la nostra chiamata. Abilitandoci a fare esperienza, scopriremo che è la vita che ci svela le risposte alle nostre domande più profonde, che l’esistenza ha un significato profondo nonostante le fatiche, che c’è sempre speranza perché Dio è Padre che è sempre fedele alle sue promesse.
Il sogno conclude con le parole della Donna «A suo tempo tutto comprenderai».  La vita è un cammino, un viaggio pieno di sorprese. La capacità di fare esperienza ci farà vedere che c’è un filo rosso che unisce la nostra vita. Ma questo non si improvvisa, anzi, si acquista con pazienza e capacità di attendere anche lunghi spazi di gestazione.

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Maglietta don Bosco e il Sogno

T-Shirt "don Bosco e il Sogno dei 9 Anni" - Young Dreamers

Oragiovane ha pensato una nuova maglietta per tutti i bambini e gli educatori che intendono riscoprire la magia del Sogno dei Nove Anni di don Bosco.

E' legata al progetto educativo-formativo voluto da Oragiovane per riproporre all'interno delle varie realtà educative, la modalità unica di adesione ai sogni da parte di S.Giovanni Bosco.

Riteniamo importate far conoscere ai bambini la figura di Don Bosco, che, partendo da bambino e affidandosi completamente a Maria Ausiliatrice e a Gesù, ha portato a compimento quel sogno che ha tracciato tutta la sua vita.

Ogni t-shirt è accompagnata da un catoncino pieghevole che riporta il Sogno di don Bosco.

Per dare il giusto significato e un particolare enfasi a questa maglietta, Oragiovane ha pensato anche ad una breve cerimonia di Preghiera, utilizzabile liberamente nel momento di consegna della maglietta. 
La cerimonia prevede una breve introduzione del Sacerdote, con la lettura del Sogno tratto dalle memorie di don Bosco. Segue un Salmo da recitare a cori alterni, e una parte conclusiva rappresentata da un botta e risposta tra il  Cerimoniere (sacerdote o educatore) e i giovani che ricevono la maglietta.

Scarica qui la CERIMONIA DI CONSEGNA DELLA MAGLIETTA.

 

ENTRA NELLO STORE per acquistare subito la tua maglietta!!

 
“Forever Young” - Bicentenario di Don Bosco Padre, Maestro e amico dei Giovani
Lunedì 20 Aprile 2015 16:09   


“Il Bicentenario della nascita di Don Bosco ci lancia tutti in un cammino di fedeltà a quella stessa chiamata che egli sentì, ascoltò e che tradusse in vita. Un anno in cui la festa per quel dono che è Don Bosco per la Chiesa e per la sua Famiglia non ci lascerà centrati in noi stessi, autoreferenziali  e autocompiaciuti, ma ci lancerà, con maggior forza se possibile, verso la missione. Si tratta di un anno di festa, in cui siamo invitati a vivere ed esprimere la nostra celebrazione come vera Famiglia”


(dalla Strenna 2015 del Rettor Maggiore dei Salesiani, don Ángel Fernández Artime)



 

Vogliamo presentarvi in anteprima le nuove grafiche delle magliette pensare e realizzate da Oragiovane basate per la ricorrenza del Bicenenario della nascita di Don Bosco (1815-2015).
Abbiamo deciso di comunicare in modo chiaro come, dopo 200 anni, la vita e la vivacità della figura di don Bosco non si stiano sbiadendo. Anzi, ogni giorno di più ci accorgiamo di come il Santo dei Giovani ci inviti a uscire dai nostri "piccoli orticelli" per andare con gioia ad incontrare tanti ragazzi e ragazze sulle strade del mondo; sono le strade sulle quali  si diventa pienamente "cristiani" e "cittadini" cioè dove, incontrando il Cristo, si diventa "santi"!

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Oragiovane e il grest

Il GREST per Oragiovane è...

un' esperienza di convivenza e collaborazione unica nel suo genere.

In uno stile di animazione centrato sulla relazione bambini e ragazzi incontrano adolescenti, giovani e adulti che scelgono di dedicare tempo, creatività e professionalità al tempo dell'estate perchè diventi un'occasione di crescita umana e cristiana per tutti.

Per tutti, sì. Perchè per noi destinatari dell'azione trasformatrice del GREST non sono unicamente bambini e ragazzi ma, forse specialmente, gli adolescenti che intraprendono la strada del servizio attraverso l'animazione. Per loro il GREST può diventare palestra di relazioni, preziosa occasione dove scoprire e mettere a frutto i propri talenti, contesto privileggiato dove sperimentare le potenzialità del gruppo e crescere nella scoperta di sé e della propria dimensione religiosa. Per questo per noi il Grest inizia con la formazione a monte degli animatori.

Limitare il rischio dell' ”effetto parcheggio” e traghettare il grest verso la sua proria natura di esperienza educativa di qualità è certamente un passaggio facilitato da un serrato lavoro in rete tra religiosi, giovani adulti e genitori corresponsabili delle proposte di pastorale giovanile, auspicabile non solo per il Grest, ma con un carattere continuativo.

 

Il GREST per Oragiovane è...

una proposta che si realizza in un'ambiente intenzionalmente educativo.

Siamo convinti che tutto “parli” dello stile che contraddistingue l'esperienza di Grest.

Nell'orizzonte della pedagogia d'ambiente, crediamo che la cura degli spazi, l'attenzione all'accoglienza, la costruzione di un clima di famiglia che faciliti la collaborazione, l'esplicita proposta della gioia come strada maestra per una vita piena, siano ingredienti fondamentali per un GREST indimenticabile.

Modalità d'elezione, in quest'ottica, è il coinvolgimento di tutti e di ciascuno, orientato a rendere ognuno costruttore con gli altri dell'avventura del Grest giorno per giorno.

Strategia vincente è per noi curare l'assistenza e la presenza anche e soprattutto nei tempi e negli spazi informali: l'arrivo-accolgienza, il gioco libero in cortile, la pausa, i saluti.

 

 

 

Il GREST per Oragiovane è...

un'esperienza armonica ed organica grazie alle potenzialità della cornice narrativa e del progetto educativo che funge da architettura.

Dall'esperienza maturata sul campo, in oltre 10 anni di collaborazione con diverse realtà educative, siamo convinti che quando ogni elemento trova spazio all'interno di un sfondo integratore la proposta acquisti una marcia in più.

I giochi, le preghiere, i laboratori manuali, le occasioni di riflessione sulle tematiche educative, le gite, prendono il largo per noi dalla storia che ogni giorno viene narrata dagli animatori. La scelta del teatro, in controtendenza a tentazioni tecnologiche, rimane per noi prioritaria quale modalità per coinvolgere bambini e ragazzi in un'esperienza dal vivo.

Le potenzialità della cornice narrativa si riassumono nella possibilità per bambini e ragazzi di vivere ogni momento dell'esperienza di animazione immersi in un' universo fantastico che facilità il protagonismo di ciascuno e limita il rischio di percepire alcune proposte come “appiccicate” all'esperienza ma non sua parte integrante.

L'Architettura del Progetto Educativo (APE) offre, a chi coordina il Grest, un sguardo organico sui temi educativi di fondo che abitano ogni anno la proposta di animazione permettendo di aggiustare la proposta alle esigenze della propria realtà.

 

Il GREST per Oragiovane è...

animazione e “Chi anima...educa!

 


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Venerdì 19 Luglio 2019
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