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Sussidio estivo Lapis - estate ragazzi grest 2026

Progetto Formativo Sussidio Estivo Estate Ragazzi 2026 Lapis #IlCoraggioallOpera

Sussidio estivo 2026 Lapis

Progetto Formativo Sussidio Estivo

Estate Ragazzi 2026

Lapis #IlCoragioallOpera



L’idea progettuale che ha dato vita a Lapis, #IlCoraggioallOpera nasce dal desiderio di completare il percorso formativo triennale proposto da Oragiovane, pensato per accompagnare bambini e ragazzi in una crescita integrale e armoniosa. Dopo aver affrontato negli anni precedenti i temi della scelta quotidiana e della gioia piena, l’itinerario dell’estate 2026 si concentra su una dimensione decisiva della vita cristiana e umana: il CORAGGIO della testimonianza.

 

Viviamo in un tempo sempre più segnato dall’individualismo e dall’autoreferenzialità, in cui il rischio più grande non è tanto sbagliare, quanto chiudersi in sé stessi. Bambini e ragazzi crescono immersi in una cultura del confronto continuo, spesso bloccati dalla paura del giudizio, dall’ansia da prestazione e dal timore di non essere abbastanza. In questo contesto, educare al coraggio diventa una sfida urgente: non il coraggio delle imprese straordinarie o della forza ostentata, ma quel coraggio quotidiano che si esprime nella sincerità, nella fiducia, nel perdono e nella capacità di scegliere il bene anche quando costa fatica.

 

Il nuovo percorso formativo proposto da Oragiovane intende accompagnare le comunità educative lungo un cammino concreto, aiutando bambini e ragazzi a scoprire la bellezza di essere sé stessi, di rialzarsi dopo una caduta, di non arrendersi davanti alla paura e di imparare a donarsi agli altri con libertà e responsabilità. Il coraggio, infatti, non è solo una virtù individuale: è una forza che nasce dall’incontro e che cresce nella relazione.

 

La scelta di questa tematica trova ispirazione anche nelle parole di Papa Francesco, che nel Documento finale del Sinodo dei Vescovi 2024 richiamava l’urgenza di una Chiesa più profetica e coraggiosa, capace di opporsi alle ingiustizie sociali e di promuovere una cultura di cura, corresponsabilità e carità concreta. Come ricordava con forza: “un cristiano senza coraggio è un cristiano inutile”.

 

Questo invito è stato poi ribadito e rafforzato da Papa Leone XI, che nei primi mesi del suo pontificato ha richiamato la promessa di Gesù ai discepoli: “Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore” (Gv 14,27). Se rimaniamo nel suo amore, Lui stesso prende dimora in noi e questo amore diventa luce, forza e orientamento nelle scelte, fino a trasformarsi in testimonianza viva e contagiosa. Anche nella sua prima enciclica Dilexi Te, Papa Leone ha invitato ogni cristiano a non rimanere indifferente, ma a far sentire una voce capace di svegliare, di denunciare e di esporsi, perché il bene non cresce nel silenzio, ma nella responsabilità.

 

È proprio in questa prospettiva che Lapis, #IlCoraggioallOpera desidera essere uno strumento educativo e spirituale per educatori, catechisti, famiglie e comunità: affinché i più giovani possano riscoprire la bellezza di vivere la testimonianza e la carità verso i più bisognosi con audacia, gioia e amore autentico, nella vita di tutti i giorni.

 

Al centro del percorso proposto per l’estate 2026, Oragiovane intende ribadire una verità fondamentale: il coraggio non è riducibile a un tratto di carattere o a una virtù riservata a pochi. È piuttosto una forma di maturità umana e spirituale: la capacità di agire secondo verità e amore anche quando ciò comporta fatica, rischio o solitudine. Nel pensiero cristiano questo atteggiamento affonda le sue radici nella fede, che genera fiducia e abbandono, e nella carità, che trasforma la paura in dono.

 

Papa Francesco, in Christus vivit (n. 158), lo ricordava con chiarezza: “Il coraggio cristiano è frutto dell’amore: quando ti senti amato, sei capace di osare, di rischiare, di donarti fino in fondo.” Dal punto di vista pedagogico, questa intuizione si lega a una verità decisiva: la libertà personale matura solo nella relazione. Il coraggio non è individualismo, ma un movimento di apertura: da un io chiuso e difensivo a un io capace di affidarsi e di costruire legami. Come afferma Martin Buber: “L’uomo diventa io nel tu”. Educare al coraggio significa quindi educare alla comunione, alla responsabilità condivisa e alla capacità di vivere la libertà non come isolamento, ma come dono.

 

Da questa prospettiva nasce anche la dimensione sociale e caritativa del percorso: il cristiano non è chiamato solo a “essere buono”, ma a rendere visibile il bene, a testimoniare con la vita la forza trasformante dell’amore di Dio. È il coraggio del testimone, che non impone ma propone, che non domina ma serve. Come scriveva Papa Francesco nel Documento preparatorio del Sinodo dei giovani (2018): “Solo chi osa mettersi in gioco e uscire da sé può scoprire la gioia della testimonianza.”

 

Educare al coraggio, allora, significa educare alla libertà responsabile, alla fiducia, alla resilienza e alla carità operosa: dimensioni che fanno crescere bambini e ragazzi come persone intere, capaci di scelta e di dono.

 

Per raggiungere l’obiettivo educativo prefissato, si è scelto di sviluppare un percorso incentrato su quattro elementi chiave che guidano l’impostazione generale del progetto:

  1. La prima fase, L’IDEA – La scoperta del coraggio

All’inizio dell’itinerario educativo, bambini e ragazzi vengono accompagnati a riconoscere la voce interiore che li spinge a fare il bene, anche quando fa paura. È il tempo della scoperta: imparare a dare un nome alle proprie emozioni, a essere autentici e a compiere piccoli passi di fiducia.

  1. La seconda fase, SCELTA – Il coraggio verso l’altro

Nella seconda tappa, il coraggio diventa relazione. Bambini e ragazzi scoprono che essere coraggiosi significa anche scegliere l’altro, uscire dal proprio egoismo e agire per amore. Gentilezza, perdono, cura dei più fragili e capacità di dire “no” al male diventano segni di forza vera.

  1. La terza fase, TENTATIVO – Il coraggio nella società

Il coraggio prende forma concreta quando si traduce in azione. In questa fase, i ragazzi vengono incoraggiati a mettersi in gioco, accettando di sbagliare, correggersi e riprovare. È la tappa dell’impegno verso il mondo: la responsabilità civile, la cura del creato, la parola che costruisce e la scelta di non restare indifferenti.

  1. La quarta fase, CAMBIAMENTO – Il coraggio nella Chiesa

L’itinerario si conclude con la dimensione più profonda del coraggio: quella della testimonianza. In questa settimana bambini e ragazzi scoprono che la fede li chiama a vivere con costanza, speranza e carità, diventando segni concreti del Vangelo nel mondo. È il tempo della trasformazione: qualcosa cambia dentro di noi e intorno a noi.

 

In queste quattro tappe progressive – idea, scelta, tentativo, cambiamento – il percorso accompagna bambini e ragazzi a riconoscere, scegliere, agire e testimoniare il coraggio che nasce dalla fede e si esprime nella vita quotidiana. Un cammino educativo che aiuta a passare dal coraggio di iniziare al coraggio di testimoniare, per formare giovani liberi, autentici e responsabili.

 
Giovedì 26 Marzo 2026
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