Condividi oragiovane:      
ANIMARE E’ COLTIVARE

C’era una volta un grande terreno incolto.

Nessuno lo aveva mai coltivato prima e si era riempito di erbacce di ogni tipo tanto che pareva impossibile poterci ricavare qualcosa di buono.

Un giorno due contadini che passavano di là in cerca di una terra da coltivare decisero di dare un occhiata più da vicino. Alcuni dei loro amici gli avevano detto che quel campo era senza speranza e che da ormai molti anni nessuno si avvicinava neppure a controllarlo. “Troppi rovi” diceva uno: “non c’è acqua a sufficienza” diceva un altro: “la terra lì non è buona a nulla” sentenziava un altro ancora.

Ma i due amici non erano tipi da fermarsi al sentito dire e vollero andare a vedere quel campo da vicino. Scoprirono, così, che alcune delle cose che avevano sentito erano vere; c’erano molte sterpaglie e anche molte tane di roditori e anche l’acqua era un problema perché non arrivava in tutto il campo: ma scoprirono anche che la terra era buona e anzi molto promettente!

Decisero di attrezzarsi e di cominciare a lavorarla insieme!

La prima cosa che fecero fu di togliere tutte le erbacce e quella sì che fu una gran sudata! Potarono, tagliarono, estirparono lavorando per ore ed ore fino a spaccarsi la schiena. Certe volte dovettero unire le forze per sbarbare certe erbe cattive particolarmente dure a morire…..Ma alla fine il campo era libero, e poterono radunare tutte le erbacce in grosse fascine per poi bruciarle!

Certo il lavoro era tutt’altro che finito perché i due amici scoprirono che i roditori che avevano fatto la tana nel campo erano davvero tanti e non potevano permettersi di iniziare la semina con quegli scrocconi dentuti che se ne stavano sottoterra pronti a papparsi i frutti del loro lavoro. Decisero di fargli traslocare con l’acqua…tanto avrebbero dovuto comunque fare delle opere di irrigazione per portare l’acqua in maniera uniforme in tutto il terreno.

E così iniziò un altro duro lavoro a suon di vanga e zappa. I due costruirono una serie di canali che avrebbero irrigato il campo prendendo l’acqua da un laghetto vicino….Qualche volta si zapparono i piedi l’un l’altro; altre volte sbagliarono strada nello scavare. Ma alla fine portarono l’acqua nel campo e i roditori, non gradendo tutta quella umidità,  cominciarono a traslocare.




FINALMENTE ERANO PRONTI PER DISSODARE.


Impugnarono di nuovo vanga e zappa e giù a rivoltare le zolle e a togliere i sassi per preparare una casa calda ed accogliente per tutti i semini che avrebbero piantato. Il sole picchiava alto nel cielo, il vento soffiava e i due sentivano le mani  indolenzite per il lavoro.
Ma anche stavolta  ebbero la meglio……non restava che seminare il grano!


La semina era la parte del lavoro più importante ma era anche l’unica in cui i contadini non potevano fare più di tanto. Una volta che il seme era piantato loro potevano solo sperare di aver fatto del loro meglio nel preparare la terra; il resto lo avrebbero fatto il sole, la pioggia, il tempo e la forza del seme di produrre un frutto.
Così tolsero le ultime pietre, costruirono uno steccato per proteggere il campo dagli animali da pascolo e seminarono col cuore pieno di speranza.

PASSAVANO I MESI E I CONTADINI ATTENDEVANO

Era il tempo della cura dei particolari; andavano i giro per il loro amato campo a controllare che tutto fosse in ordine. Controllavano che i canali di irrigazione fossero liberi e puliti e non ci fosse rotolato qualche tronco morto o qualche macigno. Passavano in rassegna lo steccato riparandone i buchi e le assi rotte; non volevano che qualche mandria di pecore rovinasse il terreno con gli zoccoli. Costruirono anche uno spaventapasseri per tenere lontani i corvi e tutti gli uccelli che si nutrivano di semi.
Il tempo passava. Il sole lasciava il posto al buio della notte: giorno dopo giorno; giorno dopo giorno.

E ALLA FINE VENNE IL TEMPO DEL GRANO

Cominciarono a spuntare dal terreno come timide capocchie di spillo e poi sempre di più, crescendo un pochino ogni giorno, il campo cominciò a verdeggiare di grano.
I due contadini erano al settimo cielo e si davano delle gran pacche di soddisfazione sulle spalle. Il campo che nessuno voleva si comportava proprio bene!
Si preannunciava un grande raccolto ma i due sapevano che il lavoro era tutt’altro che finito. Anzi….forse iniziava proprio ora.

La prima cosa che fecero fu quella di ispezionare le piante per vedere che non avessero malattie e non fossero state attaccate dai parassiti.
Iniziò una feroce lotta con bruchi e bruconi di ogni tipo e alla fine i due ebbero la meglio.

POI venne una grande tempesta che minacciava di distruggere tutto, con vento fulmini e chicchi di grandine grossi come palline da ping pong!!  Ma gli eroici contadini si attrezzarono per proteggere il frutto del loro lavoro e, sebbene molto stanchi, poterono dirsi soddisfatti.

 

 

Superate queste ultime difficoltà i contadini ricominciarono ad attendere, lavorando spesso insieme, talvolta ognuno in una parte diversa del campo. Certe volte sembrava quasi che non ci fossero e si limitavano a qualche ritocco qua e là: e intanto il sole (entra il sole), col suo prezioso calore dava forza di crescere alle pianticelle mentre l’acqua le riforniva continuamente di nuova vita.
I due amici sapevano che non erano loro i veri creatori del grano. Avevano solo dato una mano alla terra a far venir fuori un frutto che le apparteneva naturalmente! Però quanta soddisfazione in quella fatica! Il loro tempo gli sembrava davvero ben impiegato nonostante le difficoltà. Certo non tutto era andato bene e alcune parti del campo non avevano dato molti frutti; in altre zone invece i parassiti e la tempesta avevano distrutte diverse piante buone…..

Ma i due contadini avrebbero seminato di nuovo l’anno successivo e si sarebbero impegnati per fare meglio.

Ora non rimaneva che da mietere il raccolto…

 

 
Lunedì 10 Dicembre 2018
Oragiovane ONLUS - P.IVA/C.F. 04453110282 - Via degli Zabarella, 29 - 35142 Padova (PD) - info@oragiovane.it - tel. +39 049 09.64.534